Lavoreremo (tutti) un anno in pił
24 luglio 2010
Oggi sabato 24 luglio 2010 alle 18 sono alla Festa dell'Unità a Tignano di Sasso Marconi e domani sera alle 21 a quella di Botteghino di Zocca. Poi dieci giorni a Roma in aula per un confronto duro sulla manovra Bis e sulle intercettazioni; di questi due temi vi parlo oggi.
Sulle intercettazioni: a lato una breve nota di spiegazioni della capogruppo Pd in commissione giustizia Donatella Ferranti. Guardate che il problema non è solo sulla censura alla stampa, ma sui limiti posti alla magistratura e alle forze dell'ordine sull'uso dello strumento.
Manovra bis, la seconda finanziaria in sei mesi di un governo che aveva detto non ne avrebbe fatte più. Mercoledì scorso 21 luglio Tremonti è venuto in commissione bilancio alla Camera a raccontarci come è stato bravissimo. Ha detto anche e cito dal verbale:
"Quanto agli effetti della manovra sulla coesione sociale, si rileva come i lavoratori interessati dagli effetti del provvedimento abbiano mostrato in questi giorni un altissimo senso di responsabilità, mentre si ritiene difficile affermare che un analogo senso di responsabilità sia stato dimostrato da altri soggetti istituzionali, che hanno invece ritenuto che il provvedimento rappresenti un attacco alle rispettive categorie." Lo trovo un insulto. Per reagire i cittadini avrebbero dovuto sapere, invece non è stato detto nulla e quindi non sanno che il ministro ha riformato le pensioni senza che nemmeno Sacconi se ne accorgesse. Sono andata a rivedermi la conferenza stampa di presentazione della manovra e di pensioni non si parla salvo la questione delle lavoratrici del pubblico impiego.
Eppure tutti pubblici e privati, uomini e donne, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi artigiani commercianti ... lavoreremo un anno in più (gli autonomi diciotto mesi in più) grazie allo spostamento della finestra di uscita a più dodici mesi o più diciotto dalla data di maturazione del diritto e quei contributi non avranno alcun valore al fine della nostra posizione pensionistica. Sono in pratica regalati allo stato. Questo il senso dell'art. 12 del decreto 78: i commi 1 e 2 dispongono, per i soggetti che,
a decorrere dal 2011 maturino il requisito anagrafico per il diritto, rispettivamente, alla pensione di vecchiaia e alla pensione di anzianità, che il termine di decorrenza sia spostato:
per i lavoratori dipendenti , a
12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti per il relativo trattamento;
per gli iscritti alle gestioni INPS relative agli artigiani, commercianti, coltivatori diretti e alla Gestione separata INPS, a 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti.Questa operazione permetterà un risparmio annuale di almeno
un miliardo e duecento milioni. Non colpisce il mondo della scuola dove però c'è il blocco degli scatti e l'innalzamento della pensione di vecchiaia per le donne a 65 anni. Trovate una spiegazione pi...
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