Non è il momento di divisioni
31 agosto 2010
A lato l'elenco delle date dei miei interventi a dibattiti alla festa dell'Unità di Bologna a cominciare dal 31 agosto. L'unica cosa che dovremmo fare ora è attaccare, attaccare, attaccare. A cominciare dalla denuncia del vergognoso piegarsi di Berlusconi davanti a Gheddafi. Il governo è in difficoltà, la maggioranza vacilla, qualche altarino del capo viene svelato anche a destra, finalmente! Invece che succede? Veltroni scrive una lettera al Corriere, e non al Pd, per rivendicare la vocazione maggioritaria, D'Alema risponde dalle pagine dell'altro quotidiano caldeggiando il sistema tedesco, Bersani che ha appena lanciato una proposta complessa che prevede una alleanza tra forze vicine e una più larga per cambiare le regole e mandare a casa Berlusconi vede la sua proposta ridotta al rango di un aggiustamento tra sistemi elettorali. Per l'ennesima volta il Pd appare diviso. Ricordo a tutti che su questo tema l'assemblea ha votato il 29 maggio una posizione realistica, che definirei di un maggioritario temperato ma c'è chi non si ritiene vincolato alle decisioni comuni. Ieri intervistato su Repubblica tv, Bersani è stato bravo. Ha chiarito, ci ha messo passione e molto buon senso. Ha spiegato come la prima cosa da fare sia cambiare questa legge Calderoli che dal 2005 permette al padrone di assumere chi vuole negando alla radice il ruolo di rappresentanza del parlamento e l'autonomia e la dignità dei singoli parlamentari. Partiamo da lì. Vogliamo un sistema elettorale che dia governi stabili, garantisca rappresentanza ai territori e alle culture e permetta all'elettore di scegliere il leader ma anche il deputato locale con nome e cognome. Se ci perdiamo in un'altra ennesima discussione sui sistemi elettorali chi ci capisce ? Capisco bene che per i due antagonisti si tratta in realtà di due diverse strategie e di un diversa idea di Pd. Nego però che un partito si fondi su un sistema elettorale, sulla vocazione maggioritaria o altro. Ci si impegna e si combatte per i diritti civili, per il lavoro, per una maggior uguaglianza, per la tutela dell'ambiente per la libertà di espressione e di critica.... Non per un sistema elettorale. Se stiamo insieme non per i valori che ci uniscono e per gli obiettivi che ci diamo ma perché costretti dalla legge maggioritaria allora il Pd è già finito. Ai sostenitori del maggioritario nudo e duro ad ogni costo sottopongo l'articolo di Alexander Stille su Repubblica del 28 agosto sulle conseguenze nella democrazia americana della saldatura fra un sistema televisivo molto schierato a destra e la destra del partito repubblicano (Tea party). A me sembra una situazione molto simile alla nostra e mi chiedo se la tradizionale separazione dei poteri non debba oggi allargarsi fino a ricomprendere il potere dei media e come farlo. Il sistema maggioritario unito al controllo quasi totale dei media da parte di Berlusconi e della destra è pe... [ Leggi » ]
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