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Speciale biotestamento approvato alla Camera - NEWSLETTER
21 aprile 2017

 

Il 20 aprile con 326 voti a favore, più della maggioranza assoluta, è stata approvata alla Camera la proposta di legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento, proposta di cui sono stata la relatrice e che, come sapete, mi ha impegnata negli ultimi mesi.

Allegato in fondo alla pagina trovate il testo approvato e che sarà inviato all'esame del Senato, mentre potete leggere il dossier di approfondimento elaborato dal gruppo Pd CLICCANDO QUI e l'intervento in dichiarazione di voto del capogruppo Ettore Rosato QUI.

 

Alcune brevi considerazioni:

Questa è stata più di ogni altra la legislatura dei diritti civili e delle grandi questioni etiche e i risultati potrebbero essere ancora maggiori. Oltre alla legge sulle unioni civili, voglio ricordare la legge sui minori non accompagnati già definitiva e - in attesa di approvazione - la legge sullo “ius soli” (in fase di approvazione al Senato) e ora questa. Come Pd ne sono orgogliosa! Aggiungo che meriterebbe non solo un riconoscimento dell'impegno, ma anche qualche valutazione il perché questo sia avvenuto con un segretario del Pd cattolico come Matteo Renzi.

 

Questa legge è stata di iniziativa parlamentare e il governo Gentiloni si è “rimesso all'Aula”, cioè ha detto “su questo decide il Parlamento”. Ciò ha permesso di lavorare sui contenuti e ha esaltato la funzione legislativa.

La larghissima maggioranza che si è realizzata non è l'esito di una alleanza fra forze politiche, ma lo specchio rappresentativo dell'opinione largamente maggioritaria nel Paese su questo tema. Ed è la conseguenza di uno sforzo continuo di ascolto.

Ha detto ieri Rosato, nel suo miglior intervento da capogruppo, che “su questi temi non c'è il bianco e il nero, bisogna cercare la mediazione”. Questo è quello che abbiamo fatto non solo per attitudine politica, ma perché sulla vita e la morte ognuno di noi ha idee diverse e probabilmente le cambierà nel corso della vita; la prudenza quindi deve ispirare il buon legislatore.

Nel merito. Molto di quanto prevediamo è già praticato nel Paese, moltissimo è prassi giurisprudenziale. Non dappertutto, non per tutti. Da qui la necessità della legge.

Dire che il consenso è la base della relazione di cura è rivoluzionario per chi ritiene il medico portatore di un mandato a tutela della vita sempre e comunque, anche contro la persona stessa e indipendente dalla sua volontà. Non significa mettere in discussione il principio di beneficialità (il medico agisce per il bene), quanto piuttosto accettare che il bene ha anche una dimensione soggettiva che è data dall'identità e volontà del paziente. Quindi posso dire di sì, ma anche di no alla terapia proposta e posso anche dire “adesso basta!”.

Abbiamo chiarito che la nutrizione e idratazione artificiali, quando prescritte dal medico e somministrate attraverso dispositivi medici, sono trattamenti sanitari. Sinceramente ne avremmo fatto a meno tanto la cosa è ovvia, ma proprio le resistenze incontrate ci hanno spinto a chiarire.

Quindi vi si può rinunciare.

 

Abbiamo riconosciuto che anche la libertà del paziente incontra dei limiti e il primo limite sta nell'autonomia professionale del medico. Da qui la controversa previsione che non si può pretendere trattamenti contrari alla legge, alle buone pratiche cliniche e alla deontologia. È questo riferimento alla deontologia quello che viene ritenuto una possibile scappatoia per il medico che non se la sente di procedere a interruzioni. Personalmente ritengo che la deontologia comporti l'ascolto del paziente e il rispetto delle sue volontà. Si cura la persona, non la malattia! Ad ogni buon conto, le strutture sanitarie sono obbligate a dare piena attuazione alla legge.

Tutto questo riguarda il consenso prestato da una persona capace di intendere e di volere, ma come fare a difendere la mia identità personale quando non sono più capace? Le dat (disposizioni anticipate di trattamento) sono uno strumento per chi vuole affermare la propria volontà anche in quelle eventuali occasioni. Strumento, non obbligo. Disposizioni vincolanti nelle quali esprimo la mia volontà rispetto a possibili accadimenti futuri e in cui indico il fiduciario che deciderà per me.

 

Quello che mi fa inorridire è la “caciara” che si va sollevando e che ci accusa di voler far morire la gente di fame e di sete! Non meriterebbe neanche risposta se non che questa è una bugia priva di fondamento scientifico e che parla alla pancia delle persone, che si dimentica del dolore vero e quotidiano di chi ora, oggi, sta soffrendo.

Questa legge dice alla fin fine una cosa semplice: l'ultima parola sulla mia vita voglio dirla io. Potrà essere anche “fate di tutto”, “mi affido ai medici” o “lasciatemi morire a casa mia”: quella parola ha diritto di essere ascoltata.





Allegati correlati:
1. biotestxsenato_ufficiale [ Scarica il file » ]




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biotestamento |  fine vita | 



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